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Diario


19 maggio 2014

Il futuro è l'Europa, il mio voto a Dall'Olio, Schelin e Kyenge

A volte mi sembra che più ci si avvicina alle elezioni europee del 25 maggio, più si sente parlare male dell'Europa. Ci sono movimenti e partiti che dell'antieuropeismo hanno fatto un vero e proprio programma. C'è chi vede l'uscita dall'euro come la panacea di tutti i mali. E chi invece sa che sparare a zero contro l'Europa, facendola sembrare la causa di tutti i guai economici, aiuta a portare a casa qualche voticino, quanto basta per superare la soglia di sbarramento del 4%.

Una cosa è certa: la superficialità e spesso l'ignoranza con cui si affrontano certi temi di grande complessità sono gli aspetti più preoccupanti di questa campagna elettorale.

Non penso che l'Europa sia perfetta così com'è e, anzi, credo che su tanti aspetti sia necessario cambiare rotta o dimostrare più coraggio, ma rimango convinto che nel futuro ci deve essere sempre più Europa e quindi un continente sempre più forte e punto di riferimento per noi Italiani.

Ma veniamo ai temi che mi stanno a cuore e che approfondisco quotidianamente per lavoro o per passione: il rispetto dell'ambiente e delle persone.

Forse molti non sanno che in tema ambientale l'Europa ha fatto grandi cose nella tutela della natura e nella lotta al cambiamento climatico. Numerosi sono stati i regolamenti e le direttive emanate in questa direzione: contro le emissioni di gas serra in atmosfera (Reg. F-Gas e programma 20-20-20), per la gestione delle sostanze pericolose (Reg. REACH), contro il consumo di suolo agricolo e per la riduzione dei rifiuti. Solo per citarne alcune. Se non ci fosse stata l'Europa il nostro Paese in questi anni avrebbe partorito solamente qualche discutibile e confusa norma in materia ambientale (SISTRI e AUA per gli addetti ai lavori).

L'ambiente deve continuare ad essere tutelato e valorizzato. A Parma è candidato alle europee Nicola Dall'Olio, che conosco personalmente e che ha grande competenza proprio sulle tematiche ambientali. Il mio primo voto andrà a lui. (www.nicoladallolio.it)

Ma veniamo alle persone ed in particolare ai giovani. L'Europa era partita bene sul tema, basta pensare al progetto Erasmus, ma l'argomento rimane delicato e i giovani sono tra quelli che più stanno pagando il prezzo della crisi economica. Per rilanciare l'occupazione giovanile sono necessarie politiche coraggiose e rivoluzionarie. Come rivoluzionaria è Elly Schelin (www.ellyschlein.it), classe '85. Elly è una vera forza della natura e rappresenta quella parte di giovani che si battono con passione per un futuro migliore e non si lasciano intimidire dai grandi e vetusti nomi della politica. Il secondo voto sarà per lei.

Il rispetto delle persone passa per l'aiuto di quelle in difficoltà, quelle che non hanno avuto la fortuna di nascere in un paese ricco e che magari sono dovute fuggire dalle proprie terre perché devastate dalla guerra. Sul discorso migrazione ci sarebbe molto da dire e anche su questo tema credo che l'Europa debba mostrare più coraggio e senso di responsabilità. La gestione dei flussi migratori nel rispetto dei diritti delle persone è un tema fondamentale e sarà sempre più importante in futuro. Chi in Italia si è fatta portavoce di questi temi, mettendoci la faccia e incassando con grande dignità alcuni dei più beceri insulti, è senza dubbio Cécile Kyenge (www.cecilekyenge.it). A lei andrà il mio terzo ed ultimo voto, il prossimo 25 maggio.

Voterò PD-PSE e il candidato alla presidenza della Commissione europea Martin Schulz. E voterò per i tre candidati democratici sopraccitati. Perché credo ancora una volta che il PD sia l'unico vero partito italiano capace di governare il nostro Paese e contribuire ad una Europa migliore.

Perché l'Europa è il futuro, e voglio un futuro che rispetti l'ambiente e le persone.


24 settembre 2013

28 settembre: Puliamo Vigatto!

Non sono ancora sicuro di poterci andare a causa di impegni che si sono sovrapposti, ma caldeggio vivamente la partecipazione a questa importante iniziativa. Che si terrà nel paese dove ho vissuto per tanti anni ed è organizzata dallo studio "ecologia e consulenza" www.ecologiaeconsulenza.it



31 agosto 2013

Ricevo e inoltro la richiesta d'aiuto di Greenreport.it



In questi ultimi anni molti giornali e organi di informazione hanno chiuso i battenti a causa della crisi economica. Solo a Parma negli ultimi due anni sono stati chiusi circa una decina di testate tra giornali cartacei e on-line.

C'è un altro quotidiano sul web che sta seriamente rischiando di interrompere le pubblicazioni, si tratta del giornale www.greenreport.it. Da anni seguo Greenreport.it e recentemente ho scritto anche alcuni articoli per loro. Specializzato nella divulgazione delle tematiche relative allo sviluppo sostenibile, credo che Greenreport sia un dei più autorevoli e completi siti d'informazione ambientale.
Per questo ricevo ed inoltro la loro richiesta d'aiuto nel caso qualcuno sia interessato a sostenerli o semplicemente a diffondere la notizia.

Stavolta è greenreport.it che chiede un aiuto!


E alla fine la crisi ha colpito anche noi. Cari lettori, quello di oggi è un appello e un test allo stesso tempo. Vorremmo insomma capire se anche per noi sia percorribile una strada già consolidata per molte altre realtà nel mondo dell’informazione gratuita e indipendente: quella delle donazioni, per affrontare un bilancio che sta volgendo al rosso. Stringere la cinghia da solo non basta, e così stiamo vagliando come uscire dalla crisi senza tagliare personale, collaborazioni e qualità dell’informazione per il nostro punto di riferimento, voi lettori. L’ambiente conta, conta anche greenreport? Aiutateci intanto a capire quanto siamo importanti per voi.
La domanda è semplice: saresti disposto/a donare almeno dieci euro all’anno per far sopravvivere greenreport.it?

Manda la tua risposta a redazione@greenreport.it

Grazie per il vostro tempo


Fonte:
http://www.greenreport.it/news/comunicazione/stavolta-e-greenreport-it-che-chiede-un-aiuto-7/


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permalink | inviato da Andrea Merusi il 31/8/2013 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 marzo 2013

Compromesso storico per l'ambiente, da Greenreport.it

A commento dell'esito di queste ultime elezioni politiche, riporto e condivido l'articolo recentemente pubblicato dalla redazione del giornale online "Greenreport" (www.greenreport.it).

Elezioni, dopo il caos un "Compromesso storico per l'ambiente" in dieci punti

[ 28 febbraio 2013 ]

La redazione di greenreport.it

Di fronte al risultato elettorale senza precedenti in Italia ci sono, a nostro modo di vedere, solo due strade da percorrere: o farsi prendere dallo smarrimento e annaspare dietro congetture e vacue speranze di un futuro che si fatica persino a pensare; oppure, nell'attesa di tempi migliori, cercare di far prevalere la pars costruens e, nella situazione data, cercare il miglior compromesso possibile tra Pd e M5S in favore della sostenibilità ambientale e sociale. Come? Proponiamo 10 punti, secondo greenreport.it essenziali, e sui quali riteniamo sia possibile convergere senza "spargimenti di sangue" e senza bisogno di tempi biblici.

1) Scuola e ricerca: i ¾ della popolazione italiana sono classificati dall'Ocse come «ai limiti dell'analfabetismo» o con «competenze molto limitate». Rilanciare i finanziamenti alla scuola pubblica, portare gli investimenti in R&S al 3% del Pil - come stabilito dalla strategia Europa 2020 - valorizzare il credito d'imposta per la ricerca, e delineare un piano nazionale per il lifelong learning.

2) Politica industriale ecologica e Agenda digitale: lavorare per una riconversione ecologica dell'economia procedendo nella strada tracciata dalla Commissione Ue, attuando il programma Horizon 2020 attraverso una riedizione di Industria 2015 (attualizzata a Industria 2020) con particolare attenzione al riuso, al riciclo e alla gestione sostenibile delle materie prime partendo dal progetto europeo contenuto nel Manifesto per l'utilizzo efficiente delle risorse. Riprendere ed approvare il DDl presentato da Francesco Ferrante "Incentivi per l'acquisto di prodotti realizzati con materia derivata dalle raccolte differenziate post consumo". Rendere operativa l'Agenda digitale italiana già istituita dal governo Monti, con margini di miglioramento.

3) Strategia energetica nazionale: riscrivere ed approvare il documento redatto dall'esecutivo Monti, bloccando immediatamente l'iter delle pericolose concessioni petrolifere offshore -  riavviato dal ministro  Corrado Passera - a largo di  aree di grande pregio ambientale come le Tremiti, le isole siciliane, in Adriatico e nel Canale di Sicilia. No deciso al fracking per gas e petrolio da scisti, ma rendere permanente bonus 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, e trovare il miglior compromesso possibile per lo sviluppo di tutte le energie rinnovabili.

4) Occupazione e welfare: l'Unione europea raccomanda agli Stati membri l'introduzione di un reddito minimo garantito, che ancora manca in Italia: approfondire la legge di iniziativa popolare in merito. Per tamponare l'emergenza lavoro istituire un'Agenzia per l'occupazione sul modello definito dal sociologo Luciano Gallino.

5) Costi della politica e amministrazione pubblica: dimezzare parlamentari, dimezzare i loro stipendi, bonus e pensioni; abolizione delle province; accorpare i piccoli Comuni e realizzare "municipi" per il decentramento territoriale; rifinanziare il ministero dell'Ambiente, i cui fondi sono stati tagliati per ¾ in 4 anni oppure abolire  i ministeri dell'economia e dell'ambiente e accorparli in un unico ministero dello sviluppo sostenibile.

6) Europa: abbandonare l'idea irrealizzabile e pericolosa del M5S di un referendum contro l'euro e farsi portavoce di una proposta di definanziarizzazione dell'economia a partire dalla proibizione alle banche - coma da programma della tedesca Spd -  di speculare sulle materie prime. Rinegoziare assieme ai partner europei il fiscal compact, che vincola fortemente la possibilità di spesa pubblica per rilanciare economia e occupazione.

7) Consumo di suolo, dissesto idrogeologico e rischio sismico: la più grande opera di cui ha bisogno l'Italia, anche a causa dei cambiamenti climatici in corso, è la difesa del suo fragile territorio. Migliorare e approvare il ddl Catania contro il consumo di suolo, e contemporaneamente rendere stabile le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie, estendendole agli interventi di prevenzione antisismica. Ripartire dalla Conferenza nazionale per approvare un piano staordinario contro il dissesto idrogeologico in Italia, già ipotizzato dal ministro Clini.

8) Legge sulla bellezza: approvare il disegno di legge presentato da Legambiente. "Investire sulla bellezza significa investire sul futuro", e «La bellezza, senza dubbio, è la principale caratteristica che il mondo riconosce all'Italia". Non possiamo rinunciarvi.

9) Parchi nazionali: Mettere subito fine ai commissariamenti scegliendo persone capaci e competenti e risolvere subito il problema dei direttivi, definendo numero e composizione, che attualmente non possono essere nominati a causa delle diverse interpretazioni date dai ministeri e dalla Corte dei Conti. Riprendere il percorso verso gli Stati generali delle aree protette e per una "manutenzione" intelligente della legge 394/91.

10) Acqua: rispetto degli esiti referendari; in chiave prospettica rispetto dell'indicazione politica uscita dal referendum, cioè avviare percorso di ripubblicizzazione per la fine delle gestioni esistenti; investire in un Piano Marshall per l'acqua (considerati cambiamenti climatici, carenza idrica, alluvioni), che al contempo muova l'economia reale in direzione sostenibile, creando posti di lavoro.



11 dicembre 2011

Durban vs Bruxelles...Ambiente vs Economia

Si è conclusa oggi la diciassettesima Conferenza Mondiale ONU sul Cambiamento Climatico, tenutasi a Durban in Sudafrica. Si è conclusa con il via libera ad un accordo globale "salva-clima" che dovrà essere concluso entro il 2015 ed entrare pienamente in vigore dal 2020. A questo si aggiunge anche un accordo per il Kyoto2 previsto dopo il 2012, accordo che riguarderà sostanzialmente l'Europa e pochi altri paesi industrializzati, visto che Giappone, Russia e Canada da tempo hanno annunciato il loro no al secondo periodo del Protocollo.

Insomma, così a prima vista mi sembrano tanti interessanti accordi ma con ancora tempi troppo lunghi d'attuazione, soprattutto considerando che gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti ed ogni giorno che passa, sempre più irreversibili.

Questa è solo la mia personale idea, che mi sono fatto leggendo i pochissimi articoli usciti in questi giorni sui media nazionali. E proprio questa scarsità di notizie mi ha colpito. In queste settimane gli occhi dei giornali e dei telegiornali sono puntati solo sulla crisi economica e sugli accordi europei per salvare l'euro. Ciò è comprensibile ma purtroppo evidenzia come ancora oggi ci sia uno squilibrio tra l'importanza che viene data all'economia rispetto all'ambiente. Questo è sbagliato proprio in un'ottica di sviluppo sostenibile, che richiede invece un equilibrio tra fattori economici, ambientali e sociali.

Qualcuno dirà che in economica siamo in una fase di emergenza e che quindi è giusto che venga dato maggiore spazio sui giornali a questi temi. Vero, sono d'accordo, ma anche per quello che riguarda l'ambiente, e il cambiamento climatico in particolare, siamo in emergenza e lo siamo ormai da anni. La verità è che il riscaldamento globale, nonostante sia ormai confermato da tutti gli scienziati e sia sotto gli occhi di tutte le persone (politici e non), non è ancora percepito come un problema grave e da risolvere nel più breve tempo possibile.

Sono convinto che se ci fosse stata una maggiore pressione dei media e delle persone su quello che stava succedendo a Durban in questi giorni, si sarebbe usciti con qualcosa di più di un accordo globale da realizzare entro il 2015. Probabilmente mi sbaglio ma, come detto, questa è solo la mia personale idea.

           


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permalink | inviato da Andrea Merusi il 11/12/2011 alle 20:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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