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Diario


2 giugno 2014

Dall’Europa un nuovo regolamento per contrastare il cambiamento climatico

Articolo di Andrea Merusi.

Pubblicato su "il Taccuino di Darwin" (www.iltaccuinodidarwin.com) - 02/06/2014

Lo scorso 31 maggio è scaduto il termine per la dichiarazione F-gas con cui i proprietari d’impianti antincendio o apparecchiature per la refrigerazione e il condizionamento dell’aria, contenenti 3 kg o più di gas fluorurati, hanno dichiarato all’ISPRA le quantità di gas ad effetto serra emesse nel 2013 per le loro attività. Tale dichiarazione, imposta dall'Unione Europea agli Stati membri (Reg. 842/2006), verrà ulteriormente approfondita e rafforzata dal prossimo anno poiché, proprio in questi giorni, l'Europa ha realizzato una ulteriore nuova normativa in tema di lotta al cambiamento climatico: il Regolamento n.517/2014, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 20 maggio e che entrerà pienamente in vigore per tutti gli Stati membri il prossimo 1° gennaio 2015.

Si tratta di un nuovo colpo messo a segno dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, atto concreto come risposta ai preoccupanti dati emersi dalla quarta relazione di valutazione del gruppo di esperti sui cambiamenti climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change — IPCC) della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).

Dal rapporto si legge che sulla base degli attuali dati scientifici viene caldamente consigliato ai paesi sviluppati di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell’80-95 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050, per limitare i cambiamenti climatici a un aumento della temperatura di 2 °C e prevenire in tal modo effetti indesiderati sul clima.

La nuova normativa va ad abrogare il precedente Regolamento n.842 del 2006 e, come si legge all’art.1, nasce proprio con l’obiettivo di proteggere l’ambiente mediante la riduzione delle emissioni di gas fluorurati a effetto serra.

Tra gli aspetti principali il regolamento 517/2014 stabilisce disposizioni in tema di contenimento, uso, recupero e distruzione dei gas fluorurati a effetto serra e di provvedimenti accessori connessi; impone condizioni per l’immissione in commercio di prodotti e apparecchiature specifici che contengono o il cui funzionamento dipende da gas fluorurati a effetto serra; impone condizioni per particolari usi di gas fluorurati a effetto serra e stabilisce limiti quantitativi per l’immissione in commercio di idrofluorocarburi.

Il regolamento è disponibile integralmente collegandosi al sito dell'Unione Europea:

http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=OJ:JOL_2014_150_R_0008

Andrea Merusi

Biologo e Tecnico Ambientale


21 giugno 2013

Rifiuti, l’Europa vuole migliorare nella gestione e nel riciclo. La parola ai cittadini



Articolo di Andrea Merusi
Pubblicato su Greenreport.it (www.greenreport.it) (21/06/2013)

La consultazione sulla revisione degli obiettivi di gestione è aperta fino al 10 settembre e chiunque può contribuire

Lo smaltimento dei rifiuti e i relativi impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini sono tematiche sempre più sentite dalle persone e sono entrate di prepotenza nei programmi elettorali di liste civiche, movimenti e partiti.

In particolare il tema si fa caldo quando si parla di inceneritori. La discussione è sempre aperta e a tratti assume toni aspri tra chi vede questi impianti come un “mostro” da eliminare ad ogni costo, chi li vede come un male necessario e chi invece li considera l’unica soluzione per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti.

La realtà è che la corretta gestione dei rifiuti e il loro smaltimento sono una questione molto complessa che non si può risolvere semplicemente schierandosi pro o contro ai termovalorizzatori. Quasi dimenticandosi delle discariche e dei loro effetti ancora più nocivi.

C’è un aspetto però che dovrebbe mettere tutti d’accordo ed è quello relativo alla riduzione dei rifiuti alla fonte, cioè agire sul primo anello della catena: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

E’ fondamentale condividere obiettivi ambiziosi di riduzione dei rifiuti e progettare in maniera partecipata il modo di raggiungerli. Sicuramente percorrendo questa strada si affronterebbero i problemi per tempo e in maniera condivisa, evitando rabbiosi scontri, spesso controproducenti, quando ormai tutto è già deciso.

La formula vincente è quindi quella di aprire dei tavoli condivisi tra i vari portatori di interesse ed avviare ampie consultazioni dei cittadini già nelle prime fasi di progettazione. Proprio in tal senso la Commissione Europea ha avviato, in questi giorni, una consultazione pubblica sulla revisione degli obiettivi per la gestione dei rifiuti.

La finalità è quella di identificare gli aspetti critici e le possibili soluzioni in merito agli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro sui rifiuti, la Direttiva sulle discariche e la Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi. La revisione ha due scopi principali: rispettare le clausole di revisione previste dalle suddette Direttive e allineare gli obiettivi con le priorità definite nella Roadmap per l’efficienza delle risorse, già incluse nel settimo Programma di azione per l’Ambiente.

Tra i tanti argomenti, la Commissione Europea chiede un parere in merito alla possibile introduzione di obiettivi di riciclaggio sulla base delle emissioni di gas serra; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica di rifiuti riciclabili, compostabili e combustibili; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pre-trattati (allo scopo di eliminare le emissioni di metano in fase di degradazione); e l’introduzione di un limite sulla percentuale di rifiuti per smaltimento in discarica. Inoltre, propone l’opzione di introdurre un tetto al materiale che può essere incenerito sulla base dei flussi di rifiuti (privati, commerciali e industriali).

La consultazione è aperta fino al 10 settembre e chiunque (cittadini, associazioni, imprese, enti pubblici, ecc..) può contribuire collegandosi al link:

http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=wastetargets
.

I dettagli della consultazione sono disponibili al link:

http://ec.europa.eu/environment/consultations/waste_targets_en.htm


I risultati della consultazione contribuiranno all’elaborazione di una proposta legislativa nell’ambito della revisione della politica in materia di rifiuti che la Commissione Europea prevede di presentare entro l’anno 2014.

Link:
http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/rifiuti-leuropa-vuole-migliorare-nella-gestione-e-nel-riciclo-la-parola-ai-cittadini/#prettyPhoto


La consultazione sulla revisione degli obiettivi di gestione è aperta fino al 10 settembre e chiunque può contribuire

[21 giugno 2013]

R

Lo smaltimento dei rifiuti e i relativi impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini sono tematiche sempre più sentite dalle persone e sono entrate di prepotenza nei programmi elettorali di liste civiche, movimenti e partiti.

In particolare il tema si fa caldo quando si parla di inceneritori. La discussione è sempre aperta e a tratti assume toni aspri tra chi vede questi impianti come un “mostro” da eliminare ad ogni costo, chi li vede come un male necessario e chi invece li considera l’unica soluzione per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti.

La realtà è che la corretta gestione dei rifiuti e il loro smaltimento sono una questione molto complessa che non si può risolvere semplicemente schierandosi pro o contro ai termovalorizzatori. Quasi dimenticandosi delle discariche e dei loro effetti ancora più nocivi.

C’è un aspetto però che dovrebbe mettere tutti d’accordo ed è quello relativo alla riduzione dei rifiuti alla fonte, cioè agire sul primo anello della catena: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

E’ fondamentale condividere obiettivi ambiziosi di riduzione dei rifiuti e progettare in maniera partecipata il modo di raggiungerli. Sicuramente percorrendo questa strada si affronterebbero i problemi per tempo e in maniera condivisa, evitando rabbiosi scontri, spesso controproducenti, quando ormai tutto è già deciso.

La formula vincente è quindi quella di aprire dei tavoli condivisi tra i vari portatori di interesse ed avviare ampie consultazioni dei cittadini già nelle prime fasi di progettazione. Proprio in tal senso la Commissione Europea ha avviato, in questi giorni, una consultazione pubblica sulla revisione degli obiettivi per la gestione dei rifiuti.

La finalità è quella di identificare gli aspetti critici e le possibili soluzioni in merito agli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro sui rifiuti, la Direttiva sulle discariche e la Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi. La revisione ha due scopi principali: rispettare le clausole di revisione previste dalle suddette Direttive e allineare gli obiettivi con le priorità definite nella Roadmap per l’efficienza delle risorse, già incluse nel settimo Programma di azione per l’Ambiente.

Tra i tanti argomenti, la Commissione Europea chiede un parere in merito alla possibile introduzione di obiettivi di riciclaggio sulla base delle emissioni di gas serra; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica di rifiuti riciclabili, compostabili e combustibili; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pre-trattati (allo scopo di eliminare le emissioni di metano in fase di degradazione); e l’introduzione di un limite sulla percentuale di rifiuti per smaltimento in discarica. Inoltre, propone l’opzione di introdurre un tetto al materiale che può essere incenerito sulla base dei flussi di rifiuti (privati, commerciali e industriali).

La consultazione è aperta fino al 10 settembre e chiunque (cittadini, associazioni, imprese, enti pubblici, ecc..) può contribuire collegandosi al link:

http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=wastetargets.

I dettagli della consultazione sono disponibili al link:

http://ec.europa.eu/environment/consultations/waste_targets_en.htm

I risultati della consultazione contribuiranno all’elaborazione di una proposta legislativa nell’ambito della revisione della politica in materia di rifiuti che la Commissione Europea prevede di presentare entro l’anno 2014.

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La consultazione sulla revisione degli obiettivi di gestione è aperta fino al 10 settembre e chiunque può contribuire

[21 giugno 2013]

R

Lo smaltimento dei rifiuti e i relativi impatti sull’ambiente e sulla salute dei cittadini sono tematiche sempre più sentite dalle persone e sono entrate di prepotenza nei programmi elettorali di liste civiche, movimenti e partiti.

In particolare il tema si fa caldo quando si parla di inceneritori. La discussione è sempre aperta e a tratti assume toni aspri tra chi vede questi impianti come un “mostro” da eliminare ad ogni costo, chi li vede come un male necessario e chi invece li considera l’unica soluzione per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti.

La realtà è che la corretta gestione dei rifiuti e il loro smaltimento sono una questione molto complessa che non si può risolvere semplicemente schierandosi pro o contro ai termovalorizzatori. Quasi dimenticandosi delle discariche e dei loro effetti ancora più nocivi.

C’è un aspetto però che dovrebbe mettere tutti d’accordo ed è quello relativo alla riduzione dei rifiuti alla fonte, cioè agire sul primo anello della catena: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero.

E’ fondamentale condividere obiettivi ambiziosi di riduzione dei rifiuti e progettare in maniera partecipata il modo di raggiungerli. Sicuramente percorrendo questa strada si affronterebbero i problemi per tempo e in maniera condivisa, evitando rabbiosi scontri, spesso controproducenti, quando ormai tutto è già deciso.

La formula vincente è quindi quella di aprire dei tavoli condivisi tra i vari portatori di interesse ed avviare ampie consultazioni dei cittadini già nelle prime fasi di progettazione. Proprio in tal senso la Commissione Europea ha avviato, in questi giorni, una consultazione pubblica sulla revisione degli obiettivi per la gestione dei rifiuti.

La finalità è quella di identificare gli aspetti critici e le possibili soluzioni in merito agli obiettivi previsti dalla Direttiva Quadro sui rifiuti, la Direttiva sulle discariche e la Direttiva sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi. La revisione ha due scopi principali: rispettare le clausole di revisione previste dalle suddette Direttive e allineare gli obiettivi con le priorità definite nella Roadmap per l’efficienza delle risorse, già incluse nel settimo Programma di azione per l’Ambiente.

Tra i tanti argomenti, la Commissione Europea chiede un parere in merito alla possibile introduzione di obiettivi di riciclaggio sulla base delle emissioni di gas serra; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica di rifiuti riciclabili, compostabili e combustibili; l’introduzione del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti non pre-trattati (allo scopo di eliminare le emissioni di metano in fase di degradazione); e l’introduzione di un limite sulla percentuale di rifiuti per smaltimento in discarica. Inoltre, propone l’opzione di introdurre un tetto al materiale che può essere incenerito sulla base dei flussi di rifiuti (privati, commerciali e industriali).

La consultazione è aperta fino al 10 settembre e chiunque (cittadini, associazioni, imprese, enti pubblici, ecc..) può contribuire collegandosi al link:

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