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Gli scacchi, la politica, un pensiero



Non ho mai conosciuto mio nonno materno. Morì in un incidente stradale qualche anno prima che nascessi. Era il mese di febbraio.

Fin da bambino i miei parenti mi hanno parlato di lui. Tanto che a volte avevo la sensazione di averlo conosciuto. Col passare degli anni la sua figura, la descrizione che mi facevano, è diventata per me un modello da seguire.

Persona intelligente, educata, sensibile. Mio nonno era una persona conosciuta a Parma e forse per questo non ho mai parlato di lui né con gli amici né con le persone con cui ho condiviso l'impegno politico e sociale.

Casualmente, qualche giorno fa mi sono trovato a leggere un pezzo di articolo che lo ricordava e mi sono sentito orgoglioso e felice di leggere quelle righe di descrizione che riprendevano esattamente l'immagine che mi ero fatto da bambino. In più c'è stato l'effetto a sorpresa: stavo cercando informazioni sul gioco degli scacchi a Parma e mi sono ritrovato a leggere di mio nonno, Giuseppe Righi.

Era conosciuto nella mia città perché era stato Presidente della Provincia e successivamente assessore in Regione Emilia-Romagna. Era impegnato in politica, nel PSI, prima che il partito socialista facesse la triste fine che ha fatto. Ma, come detto, era soprattutto persona intelligente, cordiale ed educata, stimato e bravo giocatore di scacchi.

Di seguito riporto il pezzo dell'articolo che parla di mio nonno. E colgo l'occasione per ringraziare l'autore Antonio Pipitone per le belle parole.

E veniamo a un terzo insegnante passato alla storia cittadina con pieno merito: il Prof. Giuseppe Righi. Non ricordo quale materia insegnasse ma ricordo perfettamente che era di origini proletarie (il papà falegname)- socialista militante e dirigente ascoltato nel PSI, divenne dapprima consigliere provinciale e poi Presidente della Provincia di Parma.

A seguire fu eletto consigliere regionale rappresentante del PSI e di lui si dava per certo e prossima la elezione a sindaco della nostra città (questo, prima del Sindaco Grossi).

Giocava di rado a scacchi ma frequentava spesso il circolo, rispettato e amato da tutti noi.

Per la storia, dirò che da Presidente della Provincia tra le innumerevoli cose fatte a pro della cittadinanza, volle a dirigere il manicomio di Colorno il Prof Basaglia ossia lo scienziato più famoso nel campo della psichiatria e che più si è battuto in Italia per chiudere i manicomi, autentici lager del tempo. (Basaglia promosse la legge che tuttora porta il suo nome , fu sodale di Mario Tommasini e chi è addentro al mondo della psichiatria sa bene di che parlo.).

Righi – purtroppo – morì ancor giovane in un tragico incidente sull’autostrada, mentre da Bologna ritornava a Parma a bordo della sua auto dopo una seduta del Consiglio Regionale. Per noi scacchisti fu un tremendo colpo.

Si perchè nel frattempo era diventato lui il presidente del Circolo Scacchistico ma questo era il meno: tutti lo stimavamo per le sue straordinarie doti umane, affabilità, cultura, intelligenza. Solevo dirgli per scherzo che il suo partito il PSI era in procinto di fare…il salto della quaglia alludendo all’alleanza con la DC. Sorrideva e non se la prendeva di certo.

Al suo funerale partecipò mezza città e ricordo ancora piazzale della Pace gremita di gente che ascoltava l’orazione funebre.

Fonte: http://soloscacchi.altervista.org/?p=34966

Pubblicato il 18/2/2014 alle 22.6 nella rubrica diario.

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